VII Edizione 2016 – Pari o dispari?

luigi-pintorLa seconda tappa della manifestazione itinerante ci porta a Torino con delle interessanti collaborazioni, oltre a quella storica con Kintales – associazione dei sardi in Torino –  quella nuovissima e importante con la Biblioteca Norberto Bobbio.
Il 4 marzo 2016, presso il Campus Einaudi, Aula A1, il giornalista Jacopo Onnis presenta il suo ultimo lavoro di curatore, nel libro La dignità dell’uomo – Luigi Pintor – ragione e passione. Interverranno con lui Diego Novelli politico e giornalista italiano, Giangiacomo Migone docente di Storia dell’America del Nord all’Università degli Studi e ex Senatore  e Antonio Soggia per raccontarne la vita da partigiano, dirigente comunista, giornalista e scrittore. L’iniziativa è curata da Enzo Cugusi.

 

A novant’anni dalla nascita del giornalista,  il libro ricorda un protagonista del giornalismo, della politica, della cultura italiana del Novecento. Dal 1925 al 2003 la vita di Luigi Pintor attraversa un secolo segnato da tragedie, speranze, vittorie, sconfitte. La morte del fratello Giaime, 24 anni, in uno dei primi episodi della lotta partigiana, la Resistenza a Roma, la cattura da parte dei fascisti della banda Koch, la tortura, il carcere, la condanna a morte, la militanza comunista, il lavoro giornalistico all’«Unità», la radiazione dal Pci nel 1969, la nascita del «manifesto», su cui scriverà sino a pochi giorni dalla scomparsa. Un’esistenza spesso segnata dal dolore (la morte di entrambi i figli), mai dalla rassegnazione e dalla resa. Si batte fino all’ultimo per la dignità della persona umana, contro ogni forma di sfruttamento, contro la guerra, per una sinistra libera e aperta. La politica per Pintor ha senso solo se non si allontana dall’etica e se è in grado di cambiare i rapporti tra le persone. Maestro di giornalismo, è rimasto famoso per i corsivi e gli editoriali, brevi e fulminanti. Le parole sono preziose, sono fatti di cui assumersi la responsabilità. Lo stile è innanzitutto una questione morale. Ne sono conferma i libri scritti negli ultimi anni della sua vita: Servabo, La signora Kirchgessner, Il nespolo, I luoghi del delitto. Testi brevi, esili autobiografie. Temi privati, intimi: gli affetti, la malattia, il dolore, la morte. Testi esemplari, per discrezione e finezza letteraria. L’iniziativa è organizzata anche in collaborazione con la Libreria Il Ponte sulla Dora.

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Libro VanzanSi apre a marzo la settima edizione del progetto, dal sottotitolo – Pari o Dispari? – con una lunghissima serie di incontri e attività, in continuità con l’edizione precedente, dedicata al Lavoro nel Cuore appena conclusasi.

Si parte Giovedì 3 marzo, alle ore 18:00 presso l’Aula Anfiteatro, alla Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche di Cagliari, dove si terrà l’incontro “Una stanza tutta per loro: donne e scrittura in Iran” con Anna Vanzan, iranista, islamologa, saggista e traduttrice, docente di Cultura Araba presso l’Università di Milano. In occasione del seminario presenterà la sua ultima pubblicazione “Le rose di Persia. Nove racconti di donne iraniane“, una raccolta di racconti di nove scrittrici iraniane, pubblicata nel 2016 da Edizione Lavoro.

Fin dal suo incipit, la letteratura femminile d’Iran si rivela fortemente impregnata di impegno civile, analogamente a quanto espresso in ambito maschile. Tuttavia, la letteratura delle donne d’Iran è altresì indicativa di una chiara etica femminista che si sviluppa tanto ante literam quanto sotto lo stimolo di un’azione femminile collettiva che si dipana da fine XIX secolo ai giorni nostri. Dopo la Rivoluzione Islamica, la consapevolezza politica s’allarga, si estende, investe prepotentemente la letteratura soprattutto delle donne, più colpite degli uomini nei loro diritti e che quindi con più forza usano la penna per crearsi spazi di legittimità. Le Autrici migliori, però, trovano il giusto equilibrio tra impegno e arte creando una nuova letteratura dove la sensibilità femminile è più marcatamente femminista, intendendo con questo termine la coscienza che accomuna tutte le artiste della necessità di giungere alla parità dei diritti per riformare la società intera. Al contempo, le scrittrici operano un’elaborazione locale e genuina del rapporto tra problematiche di genere e belle lettere, forgiando una letteratura di femminismo obliquo originale e adatta ai bisogni delle loro lettrici e dei loro lettori per i quali spesso la parola stampata costituisce una arena unica e privilegiata di riflessione e discussione.

Le attività sono curate da Roja Ebrahimi e organizzate in collaborazione con la Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche di Cagliari, Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni, l’Associazione Luna Scarlatta
e la Libreria Edumondo.

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