Serdiana, 26 maggio, un dialogo possibile tra vittime e autori di reato, con Luigi Manconi, Gherardo Colombo, Agnese Moro e Grazia Grena

Senza titolo, 2006 Milano, Jannis Kounellis

Venerdì 26 maggio, a partire dalle ore 18.00, alla Comunità La Collina, loc. S’Otta, Serdiana, I libri aiutano a leggere il mondo, in collaborazione con La Collina, l’Osservatorio per la giustizia di Cagliari, le Associazioni AfricaDegna,  A buon diritto,  Archivio Distratto e la Libreria Edumondo, presentano un incontro dai temi forti e coinvolgenti, dal titolo DARE UN SENSO AL DOLORE. Il dialogo possibile tra vitte e autori di reato.
All’incontro, i cui spunti di riflessione partono dall’esperienza de Il Libro dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto (Il Saggiatore, 2015), parteciperanno:

Luigi Manconi, in qualità di Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, l’ex magistrato Gherardo Colombo, Agnese Moro e Grazia Grena, entrambe coinvolte nell’esperienza raccontata.

L’incontro prevede 2 crediti formativi per gli Avvocati della provincia di Cagliari.

Al termine della serata è previsto un rinfresco conviviale.

Vedi qui il programma

IL LIBRO DELL’INCONTRO. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto

“Questo è un libro che cambia la storia d’Italia. L’incontro di cui parla – fra vittime e responsabili della lotta armata degli anni settanta – è infatti destinato ad avviare un radicale cambio di paradigma storico: non si potrà più guardare agli «anni di piombo», ai loro fantasmi e incubi, con gli stessi occhi; né si potrà tornare a un’idea di giustizia che si esaurisca nella pena inflitta ai colpevoli.
Le prime pagine ancora oggi dedicate alla lotta armata e alle stragi, le centinaia di libri pubblicati, i film, le inchieste dimostrano non tanto un persistente desiderio di sapere – comunque diffuso, anche a causa di verità giudiziarie spesso insoddisfacenti –, ma anche e soprattutto un bisogno insopprimibile di capire, di fare i conti con quel periodo, fra i più bui della nostra storia recente.
È proprio muovendo dalla constatazione che né i processi né i dibattiti mediatici all’insegna della spettacolarizzazione del conflitto sono riusciti a sanare la ferita, che un gruppo numeroso di vittime, familiari di vittime e responsabili della lotta armata ha iniziato a incontrarsi, a scadenze regolari e con assiduità sempre maggiore, per cercare – con l’aiuto di tre mediatori: il padre gesuita Guido Bertagna, il criminologo Adolfo Ceretti e la giurista Claudia Mazzucato – una via altra alla ricomposizione di quella frattura che non smette di dolere; una via che, ispirandosi all’esempio del Sud Africa post-apartheid, fa propria la lezione della giustizia riparativa, nella certezza che il fare giustizia non possa, e non debba, risolversi solamente nell’applicazione di una pena.
Il libro dell’incontro racconta questa esperienza, accostando una rigorosa riflessione metodologica alle vive voci dei protagonisti, alle lettere che si sono scambiati negli anni, alle loro parole fragili, pronte al cambiamento, alla loro ricerca di una verità personale e curativa che vada oltre la verità storica e sappia superare ogni facile schematismo. Perché solo cercando insieme la giustizia, la si può, almeno un poco, avvicinare.”