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La manifestazione I libri aiutano a leggere il mondo, nella sua nona edizione dedicata al rispetto della Terra, “Casa comune dell’Umanità”, propone le ultime attività per l’anno 2018, inserite nell’azione di promozione della salute Skill4life, dedicata agli adolescenti della Città Metropolitana di Cagliari. Sviluppata con il Comune, l’Università degli Studi-Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica, ATS-ASSL, il Liceo Statale Eleonora d’Arborea, il Liceo Statale Euclide e il Centro Universitario Studentesco di Cagliari, l’azione è tesa a sollecitare confronti tra i più giovani e al contempo informare adulti e ragazzi. Ad essere coinvolte sui temi attinenti il benessere, lo sviluppo adolescenziale e i fattori di rischio presenti nella realtà attuale saranno infatti anche le famiglie che saranno sensibilizzate sui fattori di protezione possibili, in modo da favorire la conoscenza ma anche la fruizione dell’offerta dei servizi socio sanitari presenti nel territorio di riferimento, favorendo l’empowerment nei confronti delle sostanze stupefacenti, promuovendo stili di vita sani, comportamenti corretti coi partner, supportando i minori nel superamento di stereotipi, aiutando la crescita autonoma e avviando i ragazzi alla pratica sportiva.

Uno dei primi appuntamenti organizzati in questo ambito, si è svolto il 16 novembre con l’alpinista e scrittore Enrico Camanni, protagonista di un incontro con gli studenti dei Licei Eleonora d’Arborea e Euclide. A Cagliari, Camanni ha presentato il suo ultimo libro “Il viaggio verticale – Breviario di uno scalatore tra terra e cielo” (Ediciclo, 2014).

Il mese di dicembre si apre con un nuovo e atteso incontro organizzato, sempre a Cagliari, martedì 4, nell’Aula Magna del Liceo classico e scientifico Euclide (via Alfonso Ligas, ore 11.30), dal titolo “Ognuno è l’artefice della propria vita – INVITO ALL’OKI DO YOGApasso dopo passo, un percorso per sviluppare al massimo le proprie capacità e diventare maestri di se stessi”.
L’appuntamento col Maestro giapponese Yuji Yahiro vedrà protagonisti circa centocinquanta adolescenti, nonché un folto gruppo di insegnanti, educatori e famiglie, sempre coinvolti nel progetto Skillellé. Yuji Yahiro, attraverso il racconto della sua straordinaria esperienza, introdurrà alla conoscenza della filosofia pratica Oki do. Tra i testi di riferimento, il libro “Oki do – Per apprezzare il valore della vita” (Edizioni Mediterranee, 2012). Al termine dell’incontro, ampio spazio alle domande e al confronto col pubblico. L’incontro è organizzato in collaborazione con la Palestra Centro Macrobiotico di Cagliari.

Yuji Yahiro nasce nel 1951 a Fukuoka, in Giappone. Nella sua famiglia si respira l’aria della tradizione culturale giapponese: il padre discende da un’antica famiglia di samurai, la madre è nipote di un famoso monaco zen. Già dall’infanzia manifesta uno spirito d’indipendenza che lo porta dapprima a contestare l’insegnamento convenzionale e conformista che la scuola elementare vuole impartirgli e poi a rifiutarlo, andando a ricercare, nel confronto diretto delle cose della vita e nella sua capacità di esprimere un pensiero originale, la propria direzione.​ Lascia il Giappone e viaggia per lungo tempo, incontrando tanti uomini e tanti insegnanti, sperimentando le più diverse esperienze di vita, prima in Australia, poi in alcuni paesi dell’Asia. Nel 1973 arriva in Italia e inizia a divulgare lo Shiatsu. Nel 1981, in Svizzera, durante una conferenza internazionale sulla medicina, la filosofia e la pace nel mondo, conosce il Maestro Masahiro Oki: è l’incontro che segnerà la sua vita. Da quel momento decide di diventare suo allievo e di concentrare tutta la sua ricerca sullo studio proposto dal Maestro Oki: l’Oki do. Dopo la scomparsa del Maestro Oki, avvenuta nel 1985 nelle acque di Pesaro, ne intensifica in modo eccezionale lo studio e la diffusione sia in Italia che all’estero. È fondatore e ispiratore della Libera Università Oki do Mikkyo Yoga – ambiente di studio in cui propone il frutto della sua ricerca – e di Earth and Human Harmony Project, associazione con scopi umanitari volta al servizio incondizionato.

Riflettere sulla paglia o sul concime può essere di una certa importanza oggi. È meditare sulle cose primarie, sull’essenza della natura, sull’origine della forza e della vita … “
Antoni Tapies

Il 1 novembre, a La Vetreria di Cagliari, va in scena

TIERRA EFIMERA

uno spettacolo tra pittura, animazione, teatro delle ombre, graphic design, ospite della Compagnia Cada Die per il Festival Transistor e inserito nella manifestazione firmata Malik “I libri aiutano a leggere il mondo-IX edizione-Siamo Terra”.

Messo in scena dal collettivo di artisti franco-cileno Colectivo Terrón, lo spettacolo Tierra Efimera arriva a Cagliari dopo aver fatto il pieno di riconoscimenti in mezza Europa (Prix du public au Festival Senseportes, Catalogne; Sélection journée Interscènes GR38, Isère, France). Nato nel 2010 in Cile e formatosi tra la Spagna e la Francia fino a stabilirsi a Grenoble, il collettivo, che dal 2012 collabora con Amàco (Polo di educazione e ricerca per la costruzione in terra cruda), esprime al massimo il potere degli elementi naturali, costruendo la propria sperimentazione interdisciplinare a partire dalla terra, fino a portarla fisicamente in scena.

Una “drammaturgia” della materia che restituisce potenza espressiva e trasforma lo sguardo del pubblico su un materiale povero, ordinario, apparentemente banale, spesso dimenticato e ignorato. Tra architettura effimera e coreografia pittorica, nello spettacolo la terra si esprime plasticamente. La materia si rivela in diversi “stati”: proiettata, diffusa, accarezzata, cancellata, tracciata o distribuita sul retro di uno schermo, al punto da trasformarsi, così, in un grande scrittoio, carico di lirismo creativo.

Sensuale e inquietante, la performance cerca la fusione tra pittura e cinema, animazione e coreografia, teatro d’ombra e graphic design. “Tierra Efímera” non è uno spettacolo narrativo e lo spettatore è libero di leggere la propria storia. Un viaggio originale dove l’arte pittorica prende vita, in una vera e propria coreografia, per sorprendere, far ridere e sognare.

Prix du public au Festival Senseportes, Catalogne
Sélection journée Interscènes GR38, Isère, France

Mise en scène: Miguel Garcia Carabias, Nuria Alvarez Coll
Scénographie: Nuria Alvarez Coll, Alba Pawlowsky Ferret
Interprétation: Miguel Garcia Carabias, Nuria Alvarez Coll/Marie Neichel
En partenariat avec La Petite roulotte, AMACO
Avec le soutien de Cap Berriat, Tierractual, CRAterre

uno spettacolo per tutti a partire dai 4 anni – INGRESSO 4 €
durata 40mn
anno di creazione: 2013

Fanno parte del collettivo:
Nuria Alvarez – Spagna / Catalogna – Architetto e attrice, all’origine del collettivo, + infos
Miguel Garcia – Spagna – artista comico, all’origine del collettivo, + infos
Anne Lemarquis – Francia – Laboratori di architetti e di interpreti, all’origine del collettivo.
Marie Neichel – Francia – Attrice artista, maggiori informazioni

www.colectivoterron.org/fr/spectacles/tierra-efimera

 

“Ne Il Cane, il Lupo e Dio c’è sicuramente Madre Teresa, ci sono i tibetani e gli asceti indiani, c’è il mio babbo, c’è l’Himalaya, c’è il senso di meraviglia in assoluto più forte di tutti di fronte alla natura, che ho avuto in Amazzonia”. Folco Terzani

La sera del 27 ottobre alle 18.30, alla Manifattura Tabacchi – Sala Officine, il programma de “I libri aiutano a leggere il mondo” si arricchisce ancora di un importante incontro dal titolo MI SONO SENTITO FELICE CAMMINANDO SULLA TERRA, con lo scrittore e sceneggiatore Folco Terzani e il giornalista Giacomo Mameli. L’iniziativa è ospitata da Connessioni 2018 del C.A.S.M.I. e realizzata in collaborazione con il Festival Sette sere, sette piazze, sette libri.

Folco Terzani, anche attraverso il suo ultimo libro “Il cane il lupo e Dio” (Longanesi, 2017), racconta la sua storia, il cuore delle esperienze vissute, fatte di natura, di amicizia, per farne un discorso universale, per parlare di qualcosa di superiore, che è lì per proteggerci, che ci ha dato la vita.

Lo scrittore e documentarista è nato a New York nel 1969 e ha vissuto la sua infanzia tra Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokio, Bangkok e Nuova Delhi, seguendo gli spostamenti del padre Tiziano e della madre Angela. Ha frequentato per questo scuole in tutto il mondo, si è laureato in Lettere Moderne a Cambridge e in Cinema a New York.

Dopo un’esperienza di un anno alla casa dei morenti di Madre Teresa in Calcutta, ha girato il documentario “Il primo amore di Madre Teresa”. Affascinato dall’Asia, ha anche girato un film sui Sadhu dell’Himalaya. Nel 2006 ha curato “La fine è il mio inizio. Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita“, il libro postumo di Tiziano Terzani che, sapendo di essere giunto alla fine del suo percorso, racconta al figlio le sue più intime esperienze di vita. Il libro è un’ulteriore testimonianza della straordinaria e indimenticabile eredità intellettuale e spirituale di Tiziano Terzani. Del 2011 è “A piedi nudi sulla terra“, frutto del suo incontro con l’asceta italiano Baba Cesare, seguito nel 2016 dal volume “La santa. Accanto a madre Teresa” (con Mario Berdini) e, nel 2017, da “Ultra“, un libro-testimonianza sulla svolta sportiva ed esistenziale dell’ex-modello Michele Graglia, che ha deciso di abbandonare la sua carriera nella moda per praticare l’ultramaratona e riscoprire se stesso.

Ultima creazione “Il cane, il lupo e Dio” “E’ stata una gestazione molto lunga, di quasi quindici anni. Io ho girato molto le montagne in India, soprattutto l’Himalaya, dopo aver terminato degli studi che mi avevano portato verso un certo lavoro, nell’economia, e poi anche alle Nazioni Unite. Ma a un certo punto ho capito che non era quella la mia via. E allora ho passato un po’ di anni alla ricerca, in India appunto, dove tradizionalmente molti sono andati a fare quel tipo di percorso. Ho conosciuto Madre Teresa di Calcutta e ho passato poi molto tempo con alcuni asceti, che vivono nella zona dell’Himalaya. Là ho imparato a camminare scalzo insieme a loro, a dormire all’aperto, sotto un albero vicino al fiume. Ho scoperto che c’era questo modo di vivere la natura, molto lontano dall’approccio di quelli che vanno in montagna con tutta l’attrezzatura. (…) Questi asceti mi hanno colpito moltissimo, per la loro estrema semplicità e per la loro vicinanza con la natura, con la terra: per questo con loro si cammina scalzi, perché il mondo intero è un tempio. Un modo di vivere libero, che si basa sull’avere sempre meno cose, molto lontano dal mondo in cui ero cresciuto io, dove si deve averne sempre di più.

Il libro è una vera e propria fiaba universale, per grandi e piccoli, che, anche attraverso le meravigliose e misteriose illustrazioni Nicola Magrin, racconta la maestosità della natura e il legame col Divino.